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“LUCIS VIA”, XXXIII VEGLIA DI SANTA LUCIA – CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA S. GUALTERO

Il 12 dicembre 2019 in Piazza San Francesco si è svolta la XXXIII veglia di Santa Lucia. Lo spettacolo si intitolava “LUCIS VIA” ed è stato realizzato come sempre con la collaborazione del laboratorio degli Archetipi. Sebbene sia il 33° anno di realizzazione l’evento porta con sé sempre un’aria di novità. Almeno per noi e sicuramente anche per i nostri scolari che quest’anno stanno frequentando la prima classe.

I loro commenti, al rientro a scuola:

  • INSEGNANTE: Vi è piaciuto lo spettacolo?
  • SCOLARI: Sìììììììììì! (tutti insieme)
  • INSEGNANTE: Che cosa avete provato?
  • SCOLARO: Ho provato freddo… (L’evento si è svolto all’aperto alle 18.30 ed era una serata veramente fredda…)
  • Io, felicità!
  • Io, un po’ freddo e un po’ felicità…
  • Io, serenità.
  • Io mi sono emozionata.
  • Ho provato emozione anch’io…
  • Io mi sono sentito felice!
  • Io ho provato “tranquillezza” (chiaramente voleva dire tranquillità)
  • Io, mentre guardavo le ragazze vestite di rosso (erano Lucia, Beatrice, Maria, tre personaggi presenti nella Divina Commedia), mi è venuto nel cuore qualcosa che mi ha reso felice.
  • Io ho notato nel buio della sera la luminosità delle tre barchette, dei nostri fiori, delle nostre apine.
  • Io ho provato gioia. Mentre guardavo, lo spettacolo mi metteva gioia.
  • A me faceva un po’ piangere (dopo abbiamo chiarito che si trattava di commozione), io mi sono commossa quando guardavo le tre ragazze vestite di rosso.
  • Mi è piaciuto fare lo spettacolo perché c’erano tutti i genitori.
  • A me è venuto da piangere perché non ero sicura di sapere la mia parte.
  • Io mi sono commossa all’inizio, quando ci siamo ritrovati tutti in piazza e la mia compagna mi ha abbracciato.
  • Io mi sono commossa quando con in mano l’apina stavamo tutti saltellando intorno alla rosa.
  • E io quando, alla fine, tutti hanno fatto l’applauso!
  • Io mi sono un po’ impaurito all’inizio perché non ero sicuro di sapere quello che avrei dovuto fare…
  • Io ho avuto un po’ paura quando i senzatetto si muovevano, quando lanciavano le ombre nere…
  • Anch’io ho avuto paura in quel momento…
  • Anch’io…
  • A me hanno fatto paura le maschere…
  • Quando le tre ragazze ti vengono vicino con le tre barchette luminose, ti mandano via tutta la paura…
  • I viandanti senza tetto stanno seguendo Lucia e le altre ragazze che li guida…
  • A cercare una strada…
  • Loro sognano un prato pieno di fiori.
  • Poi incontrano gli animali, le maschere, che rappresentano la paura che fanno gli altri…

I bambini parlano e parlano, intervengono di continuo nella conversazione, a volte le loro voci si accavallano (non hanno ancora compreso appieno la regola che si alza la mano per avere diritto alla parola), ma senza dubbio hanno interiorizzato la trama della vicenda, hanno riflettuto sui temi del racconto, che sono di attualità, (e pensare che siamo ai tempi di Dante!!), hanno attribuito un nome ai sentimenti che i personaggi volevano esprimere e al loro vissuto durante e dopo lo spettacolo. Hanno capito che dentro ad ognuno di noi si nasconde la paura, ma hanno anche capito che a volte la paura la si può incontrare, che proviene talvolta dall’esterno. Hanno appreso che si possono incontrare delle persone buone che ci consolano quando siamo tristi e soli, che ci illuminano la via. E hanno anche capito, soprattutto dall’apprendimento della canzone finale che “càpita di ritrovarsi in guerra, di non aver più terra… e che ti assalga la paura in una notte scura… càpita che ci sia qualcuno che accende un lume per illuminare la via…”

È stata un’esperienza in cui i bambini si sono anche divertiti: il ritrovarsi insieme in una piazza fuori dall’orario scolastico, l’abbracciarsi a mano a mano che arrivavano, il sentirsi protagonisti in uno spettacolo teatrale con le luci, con la musica, con il pubblico… E ci siamo divertite molto anche noi a guardare il loro entusiasmo, le loro corse nella piazza prima dello spettacolo, le loro facce belle allegre e le loro grida… Ci è piaciuto osservarli durante lo spettacolo, nella loro compostezza nel  prendere in seria considerazione la propria parte, nella sicurezza di qualcuno e nell’incertezza o titubanza a prendere l’iniziativa in qualcun altro… Ci piaceva il loro “essere bambini” , la felicità che scaturivano, l’ingenuità e l’innocenza tipiche della loro età.

Ci è sembrata importante e significativa la loro presenza in un evento della città. La scuola deve riconoscersi come appartenente a una comunità più grande, espressione del suo territorio.

E poi è stato bello festeggiare Santa Lucia, una festa tradizionale di Lodi e festa dei bambini.

Ecco alcuni loro disegni (le didascalie sono scritte dalla maestra sotto dettatura dei bambini):

Ed ecco alcune foto dello spettacolo:

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